SUORE MISSIONARIE DELLA CONSOLATA

Come il nostro Istituto Missionario vive l’emergenza del COVID-19

Ci sentiamo in comunione con tutta l’umanità che vive questo momento di grande sofferenza. Ci uniamo a tanti fratelli e sorelle che lottano contro la malattia, che hanno perso i loro cari, che vivono i disagi dell’isolamento fisico per cercare di debellare il virus. Sono situazioni che noi viviamo in prima persona e sosteniamo con la preghiera che è la forza e la luce che permette di guardare al futuro con Speranza e abbandono nel Signore della Vita.

In Europa

In Italia, il virus ha colpito due comunità,  nei pressi di Torino, ora in quarantena, con sorelle positive al virus, in fase di miglioramento dopo alcuni giorni di degenza negli ospedali, alcune già dimesse, altre con sintomi lievi e anche asintomatiche. Piangiamo la scomparsa di due nostre sorelle vittime del virus.

In questo tempo della pandemia le sorelle malate hanno sperimentato profondamente, non solo a parole, ma nella concretezza della vita, cosa significa essere una famiglia. Ogni Sorella ha saputo donare il meglio di sé mettendosi a disposizione con generosità e dedizione. In ciascuna, poi, si è rafforzato il senso della gratitudine, per i gesti di attenzione e consolazione ricevuti.

La Casa generalizia, situata in Italia, in provincia di Viterbo, è una casa che accoglie gli uffici generali a servizio di tutto l’Istituto. È una comunità intergenerazionale e interculturale con sorelle provenienti da tre continenti: Europa, Africa e America. Viviamo la situazione di emergenza con senso di responsabilità e di solidarietà rimanendo vicine alle persone e a chi soffre attraverso i mezzi di comunicazione e soprattutto attraverso la preghiera. Ci uniamo alle iniziative di preghiera di Papa Francesco, si prega il rosario del mercoledì sera in diretta della TV2000, adorazione eucaristica tutti i giorni della settimana, al pomeriggio.

La nostra Superiora generale, in qualità di infermiera, si è recata a Torino per aiutare nell’assistenza una comunità di sorelle anziane e malate colpita dal virus, rimasta senza l’ausilio del personale laico.

Nel Noviziato internazionale localizzato a Caprie (TO), si cerca di essere vicino, specialmente a chi è più solo, attraverso i mezzi di comunicazione. Animiamo nella nostra cappella la celebrazione della S. Messa quotidiana che attraverso Facebook e Youtube raggiunge moltissime famiglie. Abbiamo intensificato i tempi di preghiera e di adorazione, ci uniamo alle iniziative di preghiera sia a livello diocesano sia a quello nazionale.

Nella comunità di Castelnuovo don Bosco (AT), all’ombra della casa natale del Nostro Fondatore, apriamo il nostro cuore e le nostre braccia al mondo intero, colpito dalla pandemia. Preghiamo affinché da questa sofferenza nasca una vita nuova. Ascoltiamo, amiamo, piangiamo, speriamo…nella preghiera e nel contatto con le nostre sorelle e con le diverse persone che possiamo avvicinare secondo le modalità stabilite.

In America

In ogni Paese in cui siamo presenti nel Continente, colte di sorpresa dall´esigenza di isolamento sociale, necessità assoluta per frenare la pandemia, ci sentiamo sorelle della nostra gente, condividendo situazioni e realtà dei nostri Popoli. Le missionarie impegnate nelle scuole (Brasile, Colombia, Argentina) hanno unito mente e cuore agli sforzi di professori e maestri, elaborando le classi on line, per giungere alle famiglie degli alunni e continuare la missione educativa. Nelle Comunità di inserimento nei quartieri di periferia (Venezuela, Colombia, Brasile, Amazzonia, USA, Argentina, Bolivia) si intensifica la vicinanza (pur mantenendo la distanza richiesta) alle famiglie più bisognose, condividendo ciò che si ha per lenire tante necessità. Nelle case delle nostre Sorelle anziane e malate si intensifica la preghiera e l´offerta, in comunione con l´umanità e si condividono lavori, preoccupazioni e speranze. Le Sorelle presenti tra i Popoli Indigeni continuano la loro missione, isolate completamente. Per tutte noi è tempo di maggior riflessione, condivisione, preghiera e supplica di consolazione per tutti.

In Africa

Anche se i casi aumentano, il virus ha una diffusione ancora contenuta nei Paesi dove siamo presenti, ossia in Kenya, Liberia, Tanzania, Mozambico, Guinea Bissau, Djibouti, Etiopia. Si seguono le norme sanitarie e di sicurezza indicate dai rispettivi Paesi. La malattia fa paura, e occorre prestare molta attenzione nei contatti sociali. Eppure questo tempo porta con sé una grazia nascosta. È un’occasione per pregare di più, leggere, aggiornandosi sui cammini dell’Istituto, della Vita Consacrata, della Chiesa e del mondo, opportunità anche di scoprire i doni di ciascuna, di rafforzare la vita di comunione in comunità, le più forti incoraggiando le più deboli, offrendo una presenza rassicurante a chi ha più paura. Con la preghiera le sorelle del continente si appoggiano e sostengono le nostre sorelle più colpite in Italia e tutte le persone in tutto il mondo.

In Asia

Siamo presenti in Mongolia, Kazakistan e Afghanistan. In questi luoghi,  pur nel rispetto delle norme di isolamento sociale, in alcuni posti più restrittive e in altri di meno, le sorelle cercano di essere accanto alla gente prima di tutto con la preghiera, l’aiuto materiale e attraverso l’ascolto facendo uso dei mezzi di comunicazione, offrendo una parola di consolazione.

La Superiora generale in una delle sue periodiche comunicazioni sulla la situazione dell’Istituto nei riguardi dell’infezione da COVID-19, si rivolge così a noi tutte: “Nei diversi luoghi del mondo in cui viviamo la nostra missione, continuiamo a essere canali umili e trasparenti di Consolazione, e, nel rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza indicate dai rispettivi Paesi, siamo solidali e vicine alla gente aiutando le persone a leggere i messaggi profondi di questa pandemia e scoprire, anche attraverso di essa, la chiamata e tornare a ciò che siamo, creature profondamente interconnesse tra noi e col resto del Creato, figlie amatissime di Dio Padre e Madre che con noi e in noi soffre, si ammala, muore e, attraversando e caricando su di Sé ogni dolore e infermità, semina in esse il germe della Luce, della Redenzione, della Resurrezione”.

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